lunedì, 29 giugno 2009

top five/13 - calciatori (da facebook)

Simone Bocchetta qualche dubbio solo sul terzo, ma ho voluto premiare i fantastici anni '80 e il suo gol senza lo scarpino...

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sabato, 27 giugno 2009

articoli/12 - CALPESTATI A SESSANT’ANNI

CALPESTATI A SESSANT’ANNI

 

Poco più di sessant'anni fa, il 10 dicembre 1948, l'assemblea delle Nazioni Unite proclamava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Uomini con una visione chiara e giusta del futuro hanno saputo partorire questo grande documento in un mondo diviso dai conflitti e dalle ingiustizie.  È un testo importante, internazionale e multiculturale, dove per la prima volta nella storia si elencano in modo chiaro e semplice i diritti inerenti alla specie umana. Tali diritti sono detti "inalienabili"; non si tratta di un'espressione retorica, poichè significa che non esiste moneta con cui possono essere comprati o venduti.

La Dichiarazione è stata tradotta in oltre 360 lingue ed è forse il documento più tradotto della storia. Rileggerla, è un'attività terapeutica in questi tempi piuttosto cupi.

E' facile oggi essere scettici e pessimisti in questo tempo di frammentazione sociale e culturale, in cui molti faticano forse persino a concepire la categoria di umanità. Nonostante abbiano compiuto sessant’anni, infatti, i diritti umani sono ancora continuamente calpestati, in diverse parti del mondo, ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.

E' facile dire che la proclamazione dei diritti umani non ha impedito le mattanze cambogiane, yugoslave e rwandesi, lo sfruttamento dei lavoratori in America Latina, Africa e Asia e non ha ridotto il numero di persone che soffrono la fame. Ma la dichiarazione è un punto di inizio. Per far sì che si sviluppi bisogna vigilare e lavorare, nel piccolo come nel grande.

Rileggerla, dicevamo, può essere utile. Ed è per questo che ne riportiamo qualche articolo qui di seguito:

«Articolo 1 - Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di  coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.

Articolo 2 - Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.

Articolo 3 - Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.

[...] Articolo 7 - Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.

[...] Articolo 19 - Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

[...] Articolo 21 - 1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti. 2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.  3. La volontà popolare è il fondamento dell'autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate  a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o secondo una procedura equivalente di libera votazione.

Articolo 22 - Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l'organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.

[...]Articolo 26 - 1. Ogni individuo ha diritto all'istruzione. L'istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L'istruzione elementare deve essere obbligatoria. L'istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l'istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del merito. 2. L'istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l'amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire l'opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. 3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.

[...] Articolo 28 - Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

Articolo 29 - 1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità. 2. Nell'esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell'ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica. 3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.

Articolo 30 - Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un'attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati». 

 

 

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sabato, 20 giugno 2009

shopdropping

Esempi di "shopdropping", movimento artistico teorizzato nel 2004 dall'americano Ryan Watkins-Hughes. Suo anche il verbo, "to shopdrop", che l'americano traduce così: "Sostituire furtivamente un prodotto dagli scaffali di un negozio. Una forma di culture jamming, ovvero di sabotaggio culturale. Sinonimo di droplift".
(Repubblica.it)

{B}Shopdropping, l'arte in vendita al supermercato{/B}

{B}Shopdropping, l'arte in vendita al supermercato{/B}

{B}Shopdropping, l'arte in vendita al supermercato{/B}


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venerdì, 12 giugno 2009

cinema/79 - watchmen in viaggio verso wall-e

Come di consueto, nonostante il tempo tiranno, gli ultimi film visti in brevità:

Frank Costello faccia d'angelo (1967) - Ovvero la storia di un "samurai" moderno, come rivela il titolo originale. Film del genere non se ne fanno più, ed attori del genere di Alain Delon non ce ne sono più. E tuttosommato è un peccato.
Voto 7

Tokyo Godfathers (2003) - Come da un po' di post di cinema a questa parte, ecco un film d'animazione di Satoshi Kon. Anch'esso molto gradevole, pur sfigurando di fronte al successivo film d'animazione di cui si parla in questo stesso post.
Voto 8

WALL·E (2008) - Visto con colpevole ritardo, è di gran lunga il miglior film del lotto. Da mettere da parte e far vedere a mio figlio appena inizierà a capirci qualcosa (sempre dopo Fantasia, sia ben chiaro...)
Voto 9

Nuvole in viaggio (1996) - Come da un po' di post di cinema a questa parte, ecco un film di Aki Kaurismäki. Incontriamo diverse vecchie conoscenze di altri suoi lavori, come Vaananen, Kati Autinen, Sakari Cuosmanen, Markku Peltola, che se la cavano sempre egregiamente.
Voto 7.5

Watchmen (2009) - Idolatrando il fumetto, ero un po' sospettoso, poi, per fortuna, mi sono potuto ricredere, almeno in parte. Piuttosto fedele, piuttosto ben girato, non fa lo scempio che è stato fatto con altre opere di Alan Moore come V for VendettaLa lega degli straordinari gentleman.
Voto 7.5

 

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sabato, 06 giugno 2009

a little bite of dave mckean's art

emperor
by
Dave McKean
(2000)

moth
by
Dave McKean

optimist
by
Dave McKean
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lunedì, 01 giugno 2009

secondo blog-anniversario

Tra una frase di Popper e una poesia, stavo per lasciar scorrere la ricorrenza del mio secondo blog-anniversario. Era il lontano (!) 27 maggio 2007 quando, nell'unico post non formattato col Times New Roman, dichiaravo aperte le danze. Nel frattempo è nato un figlio, ho pubblicato 679 post e ricevuto 8107 commenti (di cui, per la verità, 2552 sono miei, di risposta). Detto questo, al prossimo anniversario...

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ma poi, in realtà, di che si tratta?: facezie varie


venerdì, 29 maggio 2009

poesie personali/60 - in questa giornata adorabile, una sposa

In questa giornata adorabile

s’ode e si vede

il sé profondo delle cose

che s’esprime senza un suono,

senza un odore.

 

Vorrei che tu venissi

a sussurrarmi i tuoi segreti.

 

Ma forse, senza forse,

lo fai già da dieci anni,

come io verso di te

da 3.650 giorni circa.

 

L’atmosfera è squisita e sorprendente

come da principio,

come dopo la fine

che non può venire.

 

Non un fiore in una bara di cristallo,

non la solitudine in un gran ritratto,

non una visione da un fiume buio

mi propongo, ma uno sguardo

posato su di un letto,

su cui è posata una rosa.

 

Una sposa.

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martedì, 26 maggio 2009

pensieri altrui/49 - socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base

La lotta alla miseria deve essere condotta dal Governo, mentre la ricerca della felicità deve essere lasciata all'iniziativa privata.
In altre
parole bisogna essere socialisti al vertice e liberi imprenditori alla base.

(Karl Popper)

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domenica, 17 maggio 2009

etico-post

Da tempo progettavo un "post etico" dove far confluire un po' di opinioni e consigli su diversi argomenti che mi ronzano in testa negli ultimi tempi, per divulgare il tutto e stimolare i passanti che si ritrovano ogni tanto tra le pieghe del mio blog, ed ora metto in atto il proposito, sviluppandolo in tre punti.

1 - Sì, donare il sangue fa bene alla salute. Dico questo perché ho visto dalla referrer list che molti, sperduti nel web, finiscono qui digitando "Donare il sangue fa bene alla salute?". Volevo dunque ribadirlo. Per una spiegazione più esaustiva della semplice affermazione, rimando a questo mio post di qualche tempo fa.

2 - Donare il midollo osseo fa bene alla salute. Come avevo detto qui, tempo fa, ho maturato la decisione di diventare donatore di midollo osseo in maniera naturale, quando un annetto fa venivo a conoscenza del fatto che mia moglie aspettava Michele, il primogenito di casa. Riporto un piccolo brano dal sito dell'ADMO, consigliando di farci un salto a chi volesse saperne di più:

«L'Associazione Donatori Midollo Osseo ha come scopo principale informare la popolazione italiana sulla possibilità di combattere le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue attraverso la donazione e il trapianto di midollo osseo.
Sono molte le persone che ogni anno in Italia necessitano di trapianto, ma purtroppo la compatibilità genetica è un fattore molto raro, che ha maggiori probabilità di esistere tra consanguinei.
Per coloro che non hanno un donatore consanguineo, la speranza di trovare un midollo compatibile per il trapianto è dunque legata all'esistenza del maggior numero possibile di donatori volontari tipizzati, dei quali cioè sono già note le caratteristiche genetiche, registrate in una banca dati.
Si valuta che in Italia siano necessari circa 1.000 nuovi donatori effettivi all'anno. Una stima che è destinata a subire un notevole aumento, se si tiene conto che il trapianto delle cellule staminali presenti nel midollo osseo è attualmente al centro di ricerche anche nel campo dei tumori solidi, mentre stanno diventando di routine alcune applicazioni in campo genetico, come nel caso delle talassemie.
In questo panorama, ADMO svolge un ruolo fondamentale di stimolo e coordinamento: fornisce agli interessati tutte le informazioni sulla donazione del midollo osseo e invia i potenziali donatori ai centri trasfusionali del Servizio Sanitario Nazionale, presso i quali vengono sottoposti alla tipizzazione HLA, che avviene con un semplice prelievo di sangue. I dati vengono poi inviati al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo (IBMDR), nel più assoluto rispetto della normativa sulla privacy (Decreto Legislativo 196/03).
Nel 1990, anno di nascita di ADMO, i donatori italiani erano 2.500.
A oggi gli iscritti sono oltre 370.000».

3 - Tenersi informati fa bene alla salute (mentale nostra, fisica degli altri, quando possibile). In giorni in cui si parla tanto degli sbarchi dei clandestini (vedi anche il post precedente a questo), è cosa buona e giusta informarsi anche per vie alternative, che solitamente trovano più di una difficoltà ad essere portate alla ribalta. In particolare, consiglio caldamente la visione del film, completamente indipendente e autoprodotto, intitolato Come un uomo sulla terra, per capire meglio chi sono le persone che si mettono in viaggio in condizioni improbe per cercare un futuro migliore e come si sviluppa solitamente questo viaggio, tra emergenze umanitarie e umiliazioni di ogni genere. Difficile dire di più, va visto. Ne riporto in fondo un piccolo brano, preso da Youtube. Per tutte le informazioni del caso e per avere un'informazione dettagliata sull'argomento e su molto altro ancora, rimando al sito Fortress Europe. 

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ma poi, in realtà, di che si tratta?: politica, cinema, video, solidarietà


lunedì, 11 maggio 2009

card. DIONIGI TETTAMANZI - Perché dobbiamo dire grazie allo straniero che è tra noi

Perché dobbiamo dire grazie allo straniero che è tra noi

di DIONIGI TETTAMANZI


Mi verrebbe d'iniziare con l'antica citazione biblica: "Amate dunque il forestiero, poiché anche voi foste forestieri nel paese d'Egitto" (Deuteronomio 10,19). Come a dire, che il fenomeno migratorio, sia pure in modalità e intensità diverse, accompagna sempre la storia dei popoli.

E che esso deve suscitare, come prima e più immediata forma di solidarietà, la condivisione obiettiva di una medesima situazione. (...) Ma qual è la situazione da noi oggi, nelle nostre città e nei nostri paesi? Potrei rispondere in termini quanto mai sintetici dicendo, anzitutto, che troppe volte e con troppa insistenza negli ultimi tempi si è pensato agli stranieri soltanto come a una minaccia per la nostra sicurezza, per il nostro benessere.

Con l'immediata conseguenza che il peso dei pregiudizi e degli stereotipi hanno impedito un dialogo autentico con queste persone, finendo per causare spesso il loro isolamento, relegandole così in condizioni che hanno provocato e provocano illegalità e fenomeni di delinquenza. Ma la realtà presenta anche un'altra faccia: noncuranti delle tante e, troppe, eccessive polemiche, molte persone - in modo silenzioso e nel nome della propria fede e di un alto senso umanitario - hanno operato e continuano ad operare per assistere questi "nuovi venuti " nei loro bisogni elementari: il cibo, un riparo o, degli indumenti, la cura dei più piccoli.

In concreto, penso alla Caritas e alle sue molteplici emanazioni, alla "Casa della Carità " in Milano, a quegli interventi delle amministrazioni locali che hanno saputo distinguersi per intelligenza, umanità e creatività. Penso al "buon cuore" anche di tanti semplici cittadini e ai loro piccoli ma sinceri gesti di aiuto. Siamo così di fronte a una solidarietà in atto, che si fa "dialogo" concreto: un dialogo forse ancora troppo flebile - e per questo da incoraggiare e da sostenere - ma che dice il riconoscimento della comune condizione umana cui tutti, italiani e stranieri di qualsiasi etnia, apparteniamo. 
Cade qui una riflessione elementare, la cui forza razionale invincibile conduce all'adesione, anche se poi la prassi, purtroppo, può divenirne una smentita. Ci sono così tante "etnie" e "popoli" diversi, ma tutte le etnie hanno la loro radice e il loro sviluppo nell'unica etnia umana, così come tutti i popoli si ritrovano all'interno del tessuto vivo e unita - rio dell'unica famiglia umana. (...) Troviamo qui l'approccio culturale nuovo che deve caratterizzare la nostra valutazione e il nostro comportamento - certo nel segno della solidarietà ora affermata - nei riguardi dei migranti.

Lo indicavo così nel Discorso alla Città per la Vigilia di sant'Ambrogio 2008: "Occorre, con una visione complessiva del fenomeno, guardare agli immigrati non solo come individui, più o meno bisognosi, o come categorie oggetto di giudizi negativi inappellabili, ma innanzitutto come persone, e dunque portatori di diritti e doveri: diritti che esigono il nostro rispetto e doveri verso la nuova comunità da loro scelta che devono essere responsabilmente da essi assunti. La coniugazione dei diritti e dei doveri farà sì che essi non restino ai margini, non si chiudano nei ghetti, ma - positivamente - portino il loro contributo al futuro della città secondo le loro forze e con l'originalità della propria identità".

Riprendendo ora la riflessione generale, vorrei riproporre qualche spunto nel segno di una concretezza quotidiana e con un riferimento più specifico alle due realtà della famiglia del lavoro. Il primo passo da compiere dovrebbe condurci a superare una paura: quella che ci impedisce di riconoscere in pienezza l'uguale dignità sul lavoro degli immigrati. In realtà, per non pochi di noi essi sono visti come una minaccia, non solo perché considerati come uomini e donne che disturbano la tranquillità del nostro quieto vivere e del nostro paese, ma anche perché a noi "rubano" il lavoro. E se invece vengono accolti, rischiano di essere trattati come una forza lavoro a buon mercato, in particolare per quelle attività che noi ci rifiutiamo di compiere perché ritenute troppo faticose o poco dignitose. Ma, anche in mezzo a difficoltà e incomprensioni, diverse forze sociali danno prova di solidarietà attiva con i migranti, creando nuove forme di accoglienza e di inclusione sociale, a cominciare dal lavoro.

Si tratta di una testimonianza cristiana e civile forte in un contesto di fin troppo facile contrapposizione. Una testimonianza non astratta e fuori della storia, ma in grado di avviare una integrazione all'insegna della solidarietà e della legalità, che diventa dono per tutti e risposta non secondaria alla domanda di sicurezza legittimamente posta da città spaventate e non poco preoccupate, anche per i segnali sconfortanti che vengono dalla cronaca quotidiana. Una testimonianza che deve interpellare tutti e ciascuno. (....) Non è spontaneo per nessuno in queste occasioni rifarsi e ispirarsi allo spirito più radicale del Vangelo e c'è per tutti il rischio di chiudersi in una eccessiva preoccupazione di se stessi, che ci fa scoprire sovente la nostra più grande miseria morale.

È importante allora acquisire innanzitutto una reale conoscenza della situazione e delle persone, nelle loro qualità positive, nei loro limiti e nelle loro differenze. Solo così riscopriremo gli aspetti positivi della loro nuova presenza, le risorse culturali e religiose di cui sono portatori, la loro capacità di essere protagonisti in diversi ambiti, non appena offriamo loro l'opportunità di farlo. (..) È onesto - ed è bello - riconoscere l'apporto che tanti immigrati danno alla vita delle nostre città e, in termini certo più ristretti ma quanto mai concreti ed efficaci, alla vita delle nostre famiglie. Tanti - in assoluta prevalenza donne - appena giunti in Italia da paesi stranieri si fanno carico - nelle case degli italiani d'origine - dei servizi della casa, della cura dei bambini, dell'assistenza agli anziani e malati.

Ed è con spirito di ammirazione e di gratitudine che dobbiamo riconoscere che queste stesse donne - le chiamiamo "badanti" - con i loro figli sono le prime persone che pagano il costo di una separazione forzata, dell'esclusione dai diritti, della privazione per se stesse e per i propri familiari. Di conseguenza, come non chiedere che - insieme ai vantaggi che vengono a noi dalla loro presenza e attività - si giunga presto a riconoscere i loro giusti diritti e a migliorare le loro condizioni di lavoro?

Dal nuovo libro del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, "Non c'è futuro senza solidarietà. La crisi economica e l'aiuto della Chiesa", edizioni San Paolo, in libreria dal 15 maggio (pp.143, 14 euro)

(Repubblica.it - 11 maggio 2009)

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Chi sono

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"o con ragione, o senza ragione, o contro di essa, io non voglio morire. E quando infine morirò, se morirò definitivamente, non mi sarò lasciato morire, ma mi avrà ucciso il destino umano. A meno che non giunga a perdere la testa, o più che la testa il cuore, io non mi dimetto dalla vita; da essa mi si dovrà destituire" (M. De Unamuno, Del sentimento tragico della vita).


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