domenica, 15 novembre 2009

clustrmaps anno 2

simonebocchetta_splinder_com--world2009_2
Queste le visite dell'ultimo anno al blog, secondo ClustrMaps, che verranno presto cancellate/archiviate. Nonostante l'abbia curato ben poco, ultimamente, 55 francesi, 4 peruviani e 1 kenyano gli hanno voluto dare fiducia... oppure sono capitati qui per caso, che è forse più probabile...
Ecco le visite e i numeri:

Current Country Totals
From 20 Nov 2008 to 2 Sep 2009

Italy (IT) 13,786
United States (US) 230
Switzerland (CH) 168
Germany (DE) 84
United Kingdom (GB) 57
France (FR) 55
Spain (ES) 52
Brazil (BR) 39
Belgium (BE) 21
Canada (CA) 17
Netherlands (NL) 16
Ireland (IE) 12
Mexico (MX) 10
Greece (GR) 10
Romania (RO) 9
Poland (PL) 9
Norway (NO) 9
Austria (AT) 8
Japan (JP) 8
Sweden (SE) 7
Czech Republic (CZ) 7
Hong Kong (HK) 7
Hungary (HU) 7
Denmark (DK) 5
Croatia (HR) 5
Portugal (PT) 5
Serbia (RS) 4
Slovenia (SI) 4
Tunisia (TN) 4
Peru (PE) 4
Morocco (MA) 4
Argentina (AR) 3
Chile (CL) 3
Holy See (Vatican City State) (VA) 3
San Marino (SM) 3
Malta (MT) 3
Israel (IL) 3
Australia (AU) 3
United Arab Emirates (AE) 2
Russian Federation (RU) 2
Colombia (CO) 2
Slovakia (SK) 2
Korea, Republic of (KR) 2
Bulgaria (BG) 2
India (IN) 2
Ukraine (UA) 2
Uruguay (UY) 2
Saudi Arabia (SA) 2
Turkey (TR) 2
Finland (FI) 1
Belarus (BY) 1
Lithuania (LT) 1
South Africa (ZA) 1
Sudan (SD) 1
Bosnia and Herzegovina (BA) 1
Taiwan (TW) 1
Albania (AL) 1
Egypt (EG) 1
El Salvador (SV) 1
Nicaragua (NI) 1
Luxembourg (LU) 1
Ghana (GH) 1
Sri Lanka (LK) 1
Kenya (KE) 1
 
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ma poi, in realtà, di che si tratta?: facezie varie


sabato, 14 novembre 2009

l'evoluzione dell'uomo - segnalazione di un piccolo capolavoro [Life according BLU]

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ma poi, in realtà, di che si tratta?: arte, video, animazione


giovedì, 12 novembre 2009

poesie altrui/24 - omaggio ad alda merini in colpevole ritardo

Alda Merini - Pianto dei poeti

Ruba a qualcuno la tua forsennata stanchezza
o gemma che trapassi il suono
col tuo respiro l'ombra che sta ferma
di fronte ad un porto di paura
quel trascendere il mito
come se fosse forzatamente azzurro
o chi senza abbandono
che non sanno che il pianto dei poeti
è solo canto
.
Canto rubato al vecchio del portone
rubato al remo del rematore
alla ruota dell'ultimo carro
o pianto di ginestra
dove fioriva l'amatore immoto
dalle turbe angosciose di declino
io sono l'acqua che si genuflette
davanti alla montagna del tuo amore.

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ma poi, in realtà, di che si tratta?: poesia


venerdì, 30 ottobre 2009

citazioni cinematografiche/10

Li guardi! Guardi come sembrano tranquilli, ma dentro... casino casino casino.
(Gideon) [Parlando ad Anderton nella sala dei criminali aureolati]

Minority Report,
film del 2002 di Steven Spielberg con Tom Cruise.

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ma poi, in realtà, di che si tratta?: libri, cinema


martedì, 27 ottobre 2009

fumetti personali/15

Gli enigmi di Kaspar e Hauser/14
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ma poi, in realtà, di che si tratta?: politica, nonsense, fumetti


venerdì, 23 ottobre 2009

articoli/14 - pena di morte e letteratura

 

PENA DI MORTE E LETTERATURA

  

Un tema come quello della pena di morte non è mai inattuale, e resterà presente e pressante anche fino a quando il più minuscolo Stato del mondo dovesse avere una tale barbarie nella sua legislazione e anche se essa venisse applicata solo ogni 1.000 anni.

Tra i modi di ripensare la propria opposizione ad essa, sosteniamo come sia utile e istruttivo riandare alla letteratura d’un tempo, ad una semplice descrizione in forma di prosa degli ultimi momenti di un condannato a morte, presente in un bel racconto di Leonid Andreev (1871-1919) intitolato I sette impiccati, scritto nel 1908 (ed. BUR, Milano 1989, pp. 19-108):

«Verner si rendeva conto che il supplizio non era semplicemente la morte, ma anche qualcosa d’altro, tuttavia si era proposto di accettarlo con calma, come una cosa estranea, e di vivere fino all’ultimo come se non fosse accaduto nulla e come se non fosse dovuto accadere. Solo così poteva esprimere il suo infinito disprezzo per la condanna a morte e conservare l’ultima libertà, quella dello spirito. Neppure dinanzi al tribunale – forse non lo avrebbero creduto nemmeno i compagni che conoscevano bene il suo orgoglio e la sua audacia – egli aveva pensato alla morte e alla vita; con una concentrazione profonda, con una calma attenzione, egli giocava mentalmente una difficile partita a scacchi. Giocatore eccellente, l’aveva cominciata, quella partita, il primo giorno di prigionia, e l’aveva continuata, ininterrottamente. E la sentenza che lo condannava a morte non aveva spostato un sol pezzo sulla sua invisibile scacchiera. […]

“Ebbene”, ribattè ad un’invisibile persona, “E’ tutto qui. Ma la paura, dov’è?”.

Infatti la paura non esisteva. Non solo, ma nasceva nell’anima qualcosa che le era opposto: il sentimento di una vaga ma ardita e immensa gioia. E l’errore tuttora irrisolto non gli dava più né dispetto né irritazione, ma gli suggeriva, esso pure, qualcosa di buono e d’improvviso, come se, dopo aver creduto morto un amico caro e vicino, fosse venuto a sapere che era sano e salvo, pieno di allegria. […]

E gli uomini si presentavano ai suoi occhi pieni di luce sotto un aspetto nuovo, cari e attraenti in un modo nuovo. Librandosi al disopra del tempo, egli vide chiaramente quanto giovane fosse quell’umanità che ancora ieri ululava come una belva nelle foreste; e ciò che prima gli appariva terribile, imperdonabile e malvagio negli uomini, gli divenne improvvisamente caro: come ci è caro in un bimbo il suo passo ancora incerto, il balbettio slegato, ravvivato da scintille di genialità, i buffi errori, le violenze. […]

“Cari i miei compagni!”, sussurrava, e piangeva amaramente. “Cari i miei compagni!”

Per quali vie misteriose era passato da un senso di fiera e sconfinata libertà a quella tenera, ardente compassione? Non lo sapeva, e non voleva saperlo. Ma compiangeva poi veramente i suoi compagni, o qualcosa di più sublime ancora, di più appassionato racchiudevano i sé le sue lacrime? Neppure il suo cuore nuovo, rinato sapeva.

Piangeva e sussurrava:

“Cari i miei compagni! Cari i miei compagni!”

Nessuno, né i giudici, né gli amici, neppure lui stesso, avrebbero riconosciuto in quell’uomo piangente e sorridente tra le lacrime il freddo, superbo Verner distaccato e insolente. […]

Il disco del sole si alzava sul mare.

I cadaveri venivano messi nelle casse. Poi li portarono via. Cadaveri dai colli allungati, dagli occhi sporgenti, dalla lingua livida e gonfia come un orribile fiore esotico tra le labbra coperte di schiuma sanguigna, rifacevano la strada appena percorsa da uomini vivi. E la neve primaverile era odorosa e soffice come prima, e ugualmente odorosa e vivida era l’aria della primavera. [...]

Così gli uomini salutavano il sole che si levava nel cielo».

Leonid Nikolaevič Andreev (in russo Леонид Николаевич Андреев; Orël, 9 agosto 1871 – 12 settembre 1919)

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ma poi, in realtà, di che si tratta?: libri, articoli, solidarietà


venerdì, 16 ottobre 2009

Hotel California

On a dark desert highway, cool wind in my hair
Warm smell of colitas, rising up through the air
Up ahead in the distance, I saw a shimmering light
My head grew heavy and my sight grew dim
I had to stop for the night
There she stood in the doorway;
I heard the mission bell
And I was thinking to myself,
this could be heaven or this could be hell
Then she lit up a candle and she showed me the way
There were voices down the corridor,
I thought I heard them say...

Welcome to the hotel california
Such a lovely place
Such a lovely face
Plenty of room at the hotel california
Any time of year, you can find it here

Her mind is tiffany-twisted, she got the mercedes bends
She got a lot of pretty, pretty boys, that she calls friends
How they dance in the courtyard, sweet summer sweat.
Some dance to remember, some dance to forget

So I called up the captain,
please bring me my wine
He said, we havent had that spirit here since nineteen sixty nine
And still those voices are calling from far away,
Wake you up in the middle of the night
Just to hear them say...

Welcome to the hotel california
Such a lovely place
Such a lovely face
They livin it up at the hotel california
What a nice surprise, bring your alibis

Mirrors on the ceiling,
The pink champagne on ice
And she said we are all just prisoners here, of our own device
And in the masters chambers,
They gathered for the feast
The stab it with their steely knives,
But they just cant kill the beast

Last thing I remember, I was
Running for the door
I had to find the passage back
To the place I was before
relax, said the night man,
We are programmed to receive.
You can checkout any time you like,
But you can never leave!
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ma poi, in realtà, di che si tratta?: musica, video


domenica, 11 ottobre 2009

poesie personali/62 - trascinamento

Ogni trascinamento a pancia a terra

è fame grigia,

vita mossa all’esser prono,

putrido, funebre,

a passar tra gramigna e gramigna

mentre grano a grano taglia

chi tiene alta la testa

e sul diurno vetro si riflette,

smorzando il suo terrore.

 

Senza paura si vive

senza paura,

 

non strozza

la ruvida gogna

che chi annulla la mente nel vento,

nella notte agitando un bastone.

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ma poi, in realtà, di che si tratta?: poesia


mercoledì, 30 settembre 2009

graffiti

{B}"Jeff lo sporcaccione" fa l'amore con Cicciolina{/B} 
Pop in mostra alla Tate Modern Gallery di Londra. La rassegna "Pop life" racchiude il meglio del movimento pop dagli anni 80 ad oggi. Pezzi variopinti, vistosi, scioccanti, provocatori e provocanti.
Un'intera sala ricoperta dagli inconfondibili graffiti di Keith Haring
chi è stato? simonebocchetta, insieme ad una scimmia in bicicletta che da tempo abita nella sua scatola cranica, alle 00:39 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
ma poi, in realtà, di che si tratta?: arte


mercoledì, 23 settembre 2009

pensieri personali/27 - il compito dell'artista

Compito dell’artista è cullare le vanità del mondo oppure distruggerle, buttando sempre un occhio alla propria.

David Bailly (1584, Leiden - 1657, Leiden), “Autoritratto con I simboli della Vanità” / “Self-Portrait with Vanitas Symbols”, 1651, Olio su tavola / Oil on wood, 65 x 97,5 cm, Stedelijk Museum De Lakenhal, Leiden

David Bailly (1584, Leiden - 1657, Leiden), Autoritratto con I simboli della Vanità / Self-Portrait with Vanitas Symbols, 1651, Olio su tavola / Oil on wood, 65 x 97,5 cm, Stedelijk Museum De Lakenhal, Leiden

chi è stato? simonebocchetta, insieme ad una scimmia in bicicletta che da tempo abita nella sua scatola cranica, alle 20:11 | Permalink | commenti (6) / commenti (6) (pop-up)
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Chi sono

Utente: simonebocchetta
Nome: simone bocchetta
"o con ragione, o senza ragione, o contro di essa, io non voglio morire. E quando infine morirò, se morirò definitivamente, non mi sarò lasciato morire, ma mi avrà ucciso il destino umano. A meno che non giunga a perdere la testa, o più che la testa il cuore, io non mi dimetto dalla vita; da essa mi si dovrà destituire" (M. De Unamuno, Del sentimento tragico della vita).


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